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Codice cavalleresco italiano
Coles
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Codice cavalleresco italiano
By None
Current price: $7.99

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Jacopo Gelli (1858-1935) è stato un militare e scrittore italiano. Il suo Codice cavalleresco, pubblicato per la prima volta nel 1879 e ristampato ben 19 volte, formalizza le regole del duello d'onore. Gelli convinto sostenitore che ogni disputa potesse essere risolta pacificamente, senza ricorrere all'uso delle armi e senza alcun pregiudizio per l'onore, fornì un contributo prezioso alla definizione delle regole dello scontro e della sfida, del concetto d'onore e di cavaliere. "…Il sentimento di lealtà scrupolosa, che nel passato era il carattere principale delle vertenze cavalleresche, si è affievolito tanto, da scomparire quasi completamente. Purtroppo codesto abbassamento morale nelle questioni d'onore oggi si approssima allo zero. Le vertenze spesso mascherano con la forma cavalleresca fini non sempre confessabili; e i mezzi adoperati per risolverle, sovente hanno poco da invidiare alle mene losche della malavita e della teppa. Individui notoriamente mantenuti da vecchie cialtrone; persone convinte di aver corretto sapientemente la fortuna avversa nel giuoco; signori che vivono di ripieghi, perseguibili dal Codice penale, si intrufolano in quello cavalleresco: dettano legge di onore; s'impancano Catoni e bistrattano il più nobile carattere della personalità umana: l'onore, e non sanno com'è fatto…"
Jacopo Gelli (1858-1935) è stato un militare e scrittore italiano. Il suo Codice cavalleresco, pubblicato per la prima volta nel 1879 e ristampato ben 19 volte, formalizza le regole del duello d'onore. Gelli convinto sostenitore che ogni disputa potesse essere risolta pacificamente, senza ricorrere all'uso delle armi e senza alcun pregiudizio per l'onore, fornì un contributo prezioso alla definizione delle regole dello scontro e della sfida, del concetto d'onore e di cavaliere. "…Il sentimento di lealtà scrupolosa, che nel passato era il carattere principale delle vertenze cavalleresche, si è affievolito tanto, da scomparire quasi completamente. Purtroppo codesto abbassamento morale nelle questioni d'onore oggi si approssima allo zero. Le vertenze spesso mascherano con la forma cavalleresca fini non sempre confessabili; e i mezzi adoperati per risolverle, sovente hanno poco da invidiare alle mene losche della malavita e della teppa. Individui notoriamente mantenuti da vecchie cialtrone; persone convinte di aver corretto sapientemente la fortuna avversa nel giuoco; signori che vivono di ripieghi, perseguibili dal Codice penale, si intrufolano in quello cavalleresco: dettano legge di onore; s'impancano Catoni e bistrattano il più nobile carattere della personalità umana: l'onore, e non sanno com'è fatto…"



















